Editoriale
Cari amici,
una volta all'anno tutte le associazioni, dalle mastodontiche alle minime, trovano necessario fare il punto della situazione: e non necessariamente in coincidenza col 31 Dicembre. Esigenza sentita pure dalle persone singole, dotate di senso della responsabilitcwà, anche più di una volta all'anno, quando un'occasione particolare ne dia motivo.
Nessuna meraviglia, quindi, se la nostra redazione senta l'esigenza di fare il "punto" nell'occasione di cui diremo in seguito: non in segreto, beninteso, ma "coram populo", alla presenza del nostro popolo, che sono i soci della FIMF.
Ma, come il punto marittimo, il punto esige, di norma, l'approfondita conoscenza di molti elementi di contorno: nel nostro caso, la natura, la storia e la posizione raggiunta dal nostro periodico. Soprattutto la natura.
Perciò cominciamo col precisare la natura del nostro mezzo di partecipazione al punto, che è il "Bollettino FIMF". Ad esso possiamo assegnare quattro funzioni:
1) organo ufficiale della Federazione: situazione finanziaria/bilancio, delibere del Consiglio di amministrazione; norme NEM, norme FIMF, pubblicazioni tecniche; notizie MOROP;
2) voce dei Gruppi affiliati, che in tal modo possono estendere a tutti i soci i propri programmi e illustrare a tutti le proprie iniziative (ultimo, benvenuto, il gruppo "Amici della scala N" che contribuisce al Bollettino FIMF con il meglio del proprio periodico);
3) strumento di intercomunicazione fra i soci per conoscenza reciproca, eventuale amicizia, scambio di preziose informazioni: anche per mezzo della rubrica "Conosciamoci", dalla quale non possiamo pretendere di bandire gli spunti "umani", perchè non di sole ferrovie vive il fermodellista. Partecipazione, perciò anche agli eventi tristi: ciò consola i colpiti, mentre a nessuno dovrebbe dispiacere un accenno a coloro che ormai si possono occupare solo delle ferrovie celesti;
4) tribuna aperta a tutti i soci per esprimere, in piena libertà e senza censure (salvo eccessi verbali o giuridici), opinioni, idee, ritrovati, realizzazioni ferroviarie e modellistiche. Palestra accessibile a tutti, secondo le inclinazioni e le caratteristiche di ciascuno: al maestro come al neofita, al plasticista come al puro amante di ferrovie, al costruttore integrale e all'arrangiatore, al disegnatore provetto e allo... specialista in graffiti, a chi guarda al fermodellismo come a una scienza esatta (vangelo: le norme NEM) e a chi lo vede come un semplice passatempo o, al limite, un bel gioco, a chi adora la fedeltà al reale e a chi toglie il freno alla fantasia.
In breve: il Bollettino è l'estensione scritta nel tempo e nello spazio dell'assemblea annuale, sede teoricamente ideale per le "esternazioni", ma per forza di cose costretta in poco spazio di tempo e di interventi. Il Bollettino FIMF, unico esempio di pubblicazione composta quasi integralmente da soci, ci sembra abbia risposto in modo almeno sufficiente a questi requisiti.
Da parte nostra, non vogliamo entrare nel merito delle opinioni espresse dai singoli autori, come chiaramente si dice in calce alla pag. 1 di tutti i numeri. Della natura e della qualità delle fotografie abbiamo trattato più volte: per non ripeterci, rinviamo a quanto espresso in modo assai chiaro alla pag. 10 del n. 207, V capoverso. Quanto ai grafici e ai disegni, garantiamo di essere ben lieti quando gli originali possono passare alla stampa tali e quali; facciamo il possibile per... rifare il trucco a quelli che lasciano a desiderare; nei casi disperati, ci rivolgiamo all'autore per sollecitare una... seconda edizione. Tutto questo lavoro dietro le quinte non viene percepito da chi si limita a sfogliare il Bollettino.
Qualche volta poi si scatena una tenzone lessicale - come ultimamente attorno al termine "autocostruito" -; anche in questi casi riteniamo di dare spazio, purchè la cosa non minacci di esigerne troppo, a chi ce lo chiede, ricordando l'esempio venutoci da Italo Briano col suo storico "Italmodel ferrovie". Attraverso l'editoriale, la redazione cerca di tenere un contatto diretto e continuo con i soci: cerchiamo di stimolarli e di lanciare iniziative volte ad ottenere nuova linfa da pubblicare, sperando di infondere coraggio per mezzo dell'annuale riconoscimento di "socio benemerito". Quando giunge la famosa occasione - ultima la pubblicazione dell'indice dei numeri dal 150 al 200 - abbozziamo un bilancio del lavoro svolto e quando, onestamente, vi riconosciamo dei lati positivi, ce ne compiacciamo moderatamente assieme a tutti coloro che vi hanno collaborato. Ma ammettiamo che chi non vi ha in alcun modo contribuito possa restare del tutto indifferente.
Qualcuno - forse molti - si stupirà o, addirittura, sbufferà passando ad altro, vedendo l'inconsueta lunghezza di questo editoriale. Ma, come ben si sa, "repetita juvant"; e inoltre l'amico Angelo Parodi ci ha scritto una lettera, che abbiamo voluto integralmente riprodotta nelle "Lettere alla redazione" di questo numero. Il presente editoriale vuole essere una risposta alla maggior parte delle obiezioni da lui sollevate: per il resto non facciamo fatica a raccogliere le esortazioni a migliorarci e lo ringraziamo, perchè anche un parere negativo è indice di interessamento. Vi invitiamo a leggerla con molta attenzione, in quanto il contenuto si rivolge a tutti e, in particolare, ai soci collaboratori, ovviamente.
Un'ultima cosa: poichè la lettera dell'amico Parodi è scritta in buon italiano e con taglio di tipo giornalistico, non facilmente rilevabile negli scritti che ci pervengono, gradiremmo assai da lui qualche articolo, il quale giovasse di suo ad elevare il livello qualitativo del nostro periodico (che tuttavia, onestamente e col conforto di non pochi indizi, proprio infimo non ci pare...).
Cordialità a tutti.
La redazione
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