Borgo Valsugana
Idea per un palastico
In Valsugana, procedendo verso Venezia, subito dopo Roncegno, troviamo la stazione di Borgo Valsugana, anch'essa assai interessante per il fermodellista.
E' una tipica stazione di impronta austriaca (kkStB) su linea secondaria: il fabbricato viaggiatori è del tutto identico, salvo la colorazione attuale giallo/bianco, a quello di Roncegno (v. Bollettino FIMF n. 206); il magazzino merci è invece più grande e costruito in legno, simile a quello di Caldonazzo (v. dis. 1 e 2).
Alla fine degli anni '80, sulla linea Trento-Bassano è stato attivato il C.I.C. (Controllo centralizzato del traffico) con D.C.O. (dirigente centrale operativo), che telecomanda gli impianti della linea da Trento.
Pertanto anche la stazione di Borgo è stata rimodernata, con l'attivazione dell'A.C.E.I. (Apparato centrale elettrico a itinerari).
Il traffico viaggiatori è servito da coppie di ALn 668 o 663, ed anche da treni, alcuni aventi origine e termine corsa a Borgo, costituiti da una ALn 668 isolata.
Molto vivace il traffico merci, alimentato dall'acciaieria, aperta nel 1978 e raccordata alla stazione.
Ordinariamente ogni giorno due coppie di treni merci, affidate a doppie di D 345 a comando multiplo, servono la nostra stazione; nei periodi di punta si giunge anche a quattro coppie di treni merci.
Rottame per l'acciaieria, caricato su carri Eaos delle più svariate amministrazioni (DB - SNCF - FS - OBB - SBB - ma anche MAV - Hz - Sz dell'Est europeo) e legname e tronchi su carri pianale costituiscono gli arrivi. L'acciaieria alimenta il traffico in partenza: pianali a carrelli carichi di billette di acciaio.
Il locomotore del treno giunto da Trento, messi sotto scarico eventuali carri di legname, spinge in raccordo i carri per l'acciaieria e poi, prelevati i carri in partenza, li traina in stazione.
Completate qui le manovre, il locomotore si porta in testa, pronto a trainare il lungo convoglio verso Trento.
All'interno del raccordo, le manovre sono svolte da un locomotore diesel "Badoni" dell'acciaieria.
Mi sono dilungato nel descrivere il traffico di questa stazione, in quanto la situazione è facilmente riproducibile anche su un plastico domestico, fosse pure il famigerato "ovale" (v. dis. 4).
La radice della stazione lato Venezia è nascosta da un cavalcavia, mentre la radice lato Trento è in curva: seguono affiancati il rettilineo verso Roncegno ed il raccordo per l'acciaieria.
Quindi dalla stazione non si vede l'acciaieria e viceversa.

Venendo al nostro plastico: su un lato dell'ovale si sviluppa la stazione, la cui radice è compresa in una delle curve su cui si raccordano l'acciaieria e rettilineo di piena linea, realizzati sull'altro lato dell'ovale. Opportuni cavalcavia hanno il compito di nascondere l'altra curva, che funge da "polmone". Alcuni fondali con cielo e montagne dipinti dividono le varie zone del plastico.

Testo e fotografie di
Pietro Merlo
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