Economia ferroviaria

Economia ferroviaria, dunque, ovverossia, 'il risparmio nella costruzione di un plastico': chi non ha problemi di spesa è autorizzato a passare direttamente ad altro articolo. Un tracciato complesso, che prevede molti metri di binari, e soprattutto stazioni e depositi (noti divoratori di scambi) può fare lievitare il budget iniziale verso cifre non trascurabili. Sui binari non c'è comunque molto da risparmiare, a parte il (consigliato) massiccio utilizzo di binario flessibile (attenzione a tutti quei pezzetti di binario, lunghi pochi centimetri, e che costano cifre esagerate), mentre per quanto riguarda gli scambi si può iniziare con deviatoi non elettrificati, da motorizzare in seguito. Dove il discorso si fa interessante, invece, è nella gestione del paesaggio, e degli edifici necessari per arredare il nostro impianto; un impianto di medie dimensioni (e che non sia ambientato nel Sahara) può intatti richiedere un gran numero di edifici civili e ferroviari. Certamente, la strada dell'auto-costruzione è quella che assicura, oltre alle maggiori soddisfazioni, anche il maggior risparmio. Ma non tutti ritengono di essere in grado di costruire edifici di una certa complessità in scala 1:160, Una via di mezzo può essere rappresentata dalla costruzione parziale, utilizzando parti di kit in commercio, opportunamente modificate per adattarle allo stile del plastico. E qui ritorna l'argomento risparmio: il mercato offre una buona scelta di edifici (soprattutto per chi non è legato allo stile italiano) in scatola di montaggio, che però hanno lo svantaggio del prezzo elevato, soprattutto nel caso di edifici "importanti" quali stazioni, scali, rimesse locomotive ecc. E se comunque di stazioni su di un plastico medio, usualmente, non ne servono più di due/tre, il discorso cambia se passiamo alle varie case, casette, villette, condomini che devono (se si vuole conservare l'opportuno realismo) essere presenti in gran numero, con conseguente aggravio dei costi (la casa... costa, anche in modellismo!).

I... rimedi
Vediamo cosa si può fare per non trovarsi un conto troppo "salato", operando una oculata gestione degli edifici necessari al plastico. Spesso il plastico risulta addossato ad una parete almeno su di un lato: in questo caso gli edifici possono essere (a nostro uso) divisi in due categorie:
- la prima comprende quelle case o costruzioni che si trovano vicine allo sfondo, dunque con un lato non visibile;
- la seconda è costituita dai rimanenti edifici che, pur visibili da ogni lato, presentano comunque, rispetto al punto di osservazione principale, una facciata di minore importanza, perchè più nascosta.
Nel primo caso, potrebbe risultare interessante sostituire la facciata 'nascosta' del nostro edificio in costruzione con una parete di cartoncino. Così facendo, se la matematica ci assiste, ogni tre edifici avremo messo da parte le pareti per costruirne un quarto, il cui lato mancante dovrà essere ancora rifatto in cartone. La stessa parete di cartone servirà esclusivamente a 'tenere in piedi' l'edificio, e non dovrà assolutamente presentare dettagli: nessuna la vedrà Per la seconda categoria, in alcuni casi si potrà ricorrere a pareti di cartone più dettagliate, riportanti gli infissi, anche se di realizzazione sempre approssimativa. Per creare maggiore profondit…, e risparmiare spazio, un paese situato contro lo sfondo dell'impianto potr… addirittura essere costruito con casette tagliate a metà in senso verticale, e messe direttamente a contatto con le sfondo. L'accorgimento può anche essere applicato a ponti in muratura, o viadotti, che possono essere montati 'a metà' riutilizzando l'altra parte del kit per allungare il ponte stesso, o per crearne uno nuovo. A proposito, il risparmio ottenuto risulta in questo caso del 50%...

Operazione risparmio
Tra gli edifici in commercio, molti si prestano ad interessanti operazioni risparmio. Tanto per cominciare, le scatole contenenti più edifici sono di norma convenienti. FALLER propone, ad esempio, scatole di due villette suburbane, che possono essere disposte sul plastico così da creare l'illusione di due edifici diversi (artt. 2222, 2227). Tra le proposte di POLA, che si distingue per una elevata qualità delle parti stampate in plastica, si trovano anche edifici (art. 220) adatti ad essere sezionati in due; aggiungendo un lato in cartone, si otterranno due casette separate. Anche una rimessa locomotive prevista per lunghe vaporiere (sempre da POLA, art. 211), in caso di ambientazione in epoca più recente può essere tagliata in due nel senso della lunghezza, ottenendo un secondo edificio da adibire a magazzino. L'art. 210, rimessa locomotive con edificio ad angolo, permette ancora di ottenere due fabbricati distinti con poche modifiche. Ovviamente questi sono solo alcune fra le infinite possibilità risparmiose offerte da questo tipo di operazioni. Per finire, occhio alle finestre! Serramenti ed altri aggiuntivi, di solito presenti in surplus nella maggior parte delle scatole di montaggio, potranno sempre tornare utili per la costruzione (o l'elaborazione) di altri edifici.

Konstantin Turnau




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