Squadra Rialzo
Si ricorda che questa rubrica è aperta a tutti i soci, i quali possono liberamente esprimere il proprio parere sui modelli immessi in commercio (anche di materiale fisso). Il loro giudizio - ovviamente - è personale e non impegna in alcun modo la FIMF. Ma è vivamente auspicato che questa rubrica diventi a più voci. (n.d.r.)
FLEISCHMANN - Carro pianale a carrelli con container da 40 piedi, art. 52461.
Si tratta di un carro con pianale finestrato di proprietà delle Ferrovie Federali svizzere (FFS), ma noleggiato alla società HUPAC di Chiasso. E' stato costruito per il mercato italiano, in quanto spesso capita nei nostri scali.
Il contenitore trasportato, egregiamente riprodotto in ogni particolare, è nel colore verde della società Consent Leasing. Ottime le scritte e i vari simboli presenti sul modello. Il carro, colorato in grigio cenere, reca in posizione evidente il marchio della società noleggiatrice. Il sottocassa riproduce fedelmente la timoneria dei freni e i serbatoi dell'aria compressa.
I carrelli rispondono al tipo usato per queste applicazioni, di progetto e costruzione svizzeri. Perfetto il funzionamento delle ruote, del tutto prive di sfarfallamenti e di grande scorrevolezza.
Gli accessori previsti sono già montati. Unica nota dolente, il prezzo.
FLEISCHMANN - Carro coperto FS tipo Gs, art. 5310.
E' un carro tipico in uso nella rete ferroviaria italiana, con pannellatura esterna in legno e marcatura unificata.
Gli aereatori, posti nella parte superiore delle fiancate, sono fissi, ma di grande effetto, mentre le porte sono realmente scorrevoli; aperte, lasciano intravvedere un modesto carico di colli vari, la cui presenza maschera la zavorra che appesantisce opportunamente il carro.
Ottima la tonalità della verniciatura; nitidissime le scritte. Il sottocassa, anche in questo carro, è riprodotto al meglio.
Molto scorrevole, come il precedente confratello, è dotati di assali dal funzionamento ineccepibile.
Com'è consuetudine della casa costruttrice, questo modello è munito del portagancio con congegno di allontanamento di tipo unificato. Indispensabile, per chi intende inserirlo in un convoglio composto da modelli di altre case, la sostituzione del gancio (Fleischmann di tipo corto) con altro idoneo all'accoppiamento.
Tutti gli accessori previsti sono montati in fabbrica. Il prezzo al pubblico è più elevato di quello della concorrenza.
HERPA - Motrice IVECO Eurotech con cabina alta e carenature laterali, art. 143/27.
Non è un modello ferroviario, ma certamente questo tipo di motrice si vede spesso nei pressi degli scali ferroviari, dove opera al traino dei carrelli stradali caricati con carri ferroviari e dei semirimorchi trasportati per ferrovia. Perci• è destinata a fare bella figura nei nostri plastici ferroviari, essendo in perfetta scala 1:87.
Il modello attesta una riproduzione perfetta e molto fedele alla realtà: ad esempio, i vetri della cabina sembrano proprio reali, tanto sono trasparenti e rispecchiano i corpi circostanti.
I soli accessori da montare a cura dell'acquirente, con l'ausilio di collante per polistirene, sono gli specchietti retrovisivi.
Il realismo è completato dalla cabina ribaltabile, come al vero, per l'ispezione al motore collocato sotto il pavimento.
RIETZE - Motrice IVECO Eurostar con cabina rialzata, art. 60501.
E' un'altra riproduzione in scala 1:87 della motrice al vertice della gamma IVECO, eseguita con dovizia di particolari: ad esempio, le cerchiature delle ruote sono provviste dei fori passanti per il raffreddamento dei ceppi dei freni.
I grandi pneumatici in gomma opaca sono riprodotti accuratamente, con il loro battistrada in evidenza. Anche qui la cabina è ribaltabile per la possibilità di ispezione al motore. A anche qui i soli accessori da montare sono gli specchietti retrovisivi.
Gianluigi Zanferli
All'osservazione portata dall'ing. Manino in merito alla descrizione del locomotore 245 da me fatta sul n. 207, e più precisamente relativa all'organo di accoppiamento, non posso fare altro che ammettere l'imprecisione in cui sono incorso, ma non era mia intenzione escludere l'uso del portagancio unificato (NEM 362), bensì del congegno di allontanamento (NEM 352), in quanto in tale specifico modello il suddetto dispositivo presenta un gioco in senso verticale del gancio abbastanza controproducente nel caso si intenda agganciare automaticamente dei veicoli sul plastico, come è stato personalmente da me sperimentato in ripetute occasioni.
G. Z.
Spett. redazione,
come membro del comitato di redazione, voglio esprimere un commento alla rubrica "Squadra rialzo" e alle rubriche similari che compaiono nelle riviste del settore.
Esaminare criticamente un modello è sempre difficile e rischioso per una pubblicazione: commenti negativi, anche se giustamente pesanti, possono pregiudicare gli introiti pubblicitari. Il nostro Bollettino da questo punto di vista non ha preoccupazioni e credo proprio che gli articoli finora pubblicati rispecchino onestamente il pensiero degli autori.
Ma purtroppo - e mi riferisco, per esemplificare alle recensioni del D 245 e della gr. 835 RR - mi sembra nettamente privilegiato l'aspetto estetico rispetto a quello meccanico-funzionale. Il bello del nostro "hobby" - almeno per me - è la "marcia in più" che viene dal funzionamento, con tutte le problematiche meccaniche, elettriche e di riproduzione del movimento reale dei treni che ne conseguono.
Un modello degno di questo nome e delle cifre alle quali viene venduto deve essere, quindi, non solo bello a vedersi (sono controcorrente, oggi che "l'immagine" e "l'apparire" paga in tutti i campi più della sostanza), ma anche funzionare bene.
Non ritengo quindi ammissibile che il modello della macchina italiana da manovra per eccellenza sia priva del gancio anteriore. E' vero che la mancanza è stata notata da tutti, ma ci• passa come fatto secondario e, tutto sommato, trascurabile. Ma - secondo me - la 835 senza gancio non è una macchina da manovra, ma solo da vetrina.
Ci siamo sempre lamentati dell'incompatibilità tra i ganci dei vari costruttori; ed ora che esiste una norma NEM sui portaganci, generalmente rispettata, diciamo che era meglio il vecchio gancio fisso ad uncino o che nulla importa della mancanza, almeno sul davanti? A mio vedere, tutti i modelli, almeno in H0, devono avere il portagancio unificato NEM articolato rispetto al telaio o al carrello. Dico articolato, perch‚ in passato abbiamo visto portaganci fissi sui carrelli, che sono dei veri insulti alla cinematica (D 342 LIMA, carri Eaos Liliput, macchine Jouef). Il portagancio deve poi essere robusto, con scarso gioco e non ballerino (ad es. E 454) o con molle di richiamo ridicolmente fragili (ad es. D 235).
Ho citato modelli Rivarossi perchè italiani, ma il discorso vale anche per diverse Case estere.
Qui mi fermo, in quanto volevo solo esporre un breve commento: altrimenti il discorso diverrebbe lungo trattando dei modelli attuali, che diventano "intoccabili" per via degli innumerevoli aggiuntivi da applicare.
Concludo con un invito): tiriamo fuori i treni dalle scatole e dalle vetrine e facciamoli correre, premiando con l'acquisto solo ciò che funziona.
Paolo Beverini
Copyright © 1995
Publinetwork®
(Trade mark of
SIR S.r.L.
). All rights reserved