IN RICORDO DEL DOTT. MARIO LUZZIETTI

Il 9 aprile 1998 è prematuramente venuto a mancare il dott. Mario Luzzietti, titolare della Ditta M.F.A.L. di Ostia Lido, appassionato fermodellista ed eccelso artista/artigiano. Una leucemia fulminante ci ha portato via uno tra i più grandi realizzatori di modelli ferroviari, gioielli in miniatura conosciuti in tutto il mondo. Il sabato di Pasqua, al suo funerale, eravamo in tanti a porgergli l'ultimo saluto. Parenti ed amici, ancora increduli dell'accaduto, si sono stretti attorno al Papà di Mario ed ai suoi cari nello struggente ricordo della persona e del Maestro modellista, realizzatore di tanti capolavori che resteranno pietra miliare nella storia del fermodellismo. Centinaia di particolari per ciascun modello, minuti quanto perfetti, hanno da sempre contraddistinto le sue produzioni. Più volte questa strategia artistico/commerciale era stata motivo di discussione tra di noi. Io suggerivo a Mario di ridurre contestualmente particolari e costi, al fine di consentire a tutti l'acquisto di scatole di montaggio più semplici ed economiche. Ma Mario non era un mercante, era un Artista ed al denaro preferiva il modellismo di classe superiore, disposto ad operare in una nicchia di mercato fortemente limitata dalle difficoltà di assemblaggio e dai prezzi, non proprio alla portata di tutte le tasche. Una volta mi disse: "Sai, Giovanni, ti invidio per ciò che sai realizzare!". Perplesso di questa affermazione, gli chiesi spiegazioni; e Lui, di rimando: "Vedi, io non sarei capace di fare quello che fate tu e tanti altri costruttori in proprio: partire dal nulla e con immensa fatica costruire pezzo per pezzo i vostri modelli. Però, devi darmene atto, la precisione col vostro metodo lascia spesso a desiderare e, peggio ancora, il pezzo unico realizzato non è riproducibile. Io, viceversa, una volta realizzati i disegni e i prototipi dei particolari, posso immediatamente procedere alle fotoincisioni e microfusioni, sinonimo di precisione e riproducibilità". Due modi assai diversi di intendere il fermodellismo. Un'altra volta dissi a Mario: "Il mio sogno è costruire un modello senza nessun utensile, neanche un paio di forbici, solo con le mani". Un' affermazione assurda, la mia; ma Mario non si mise a ridere perchè aveva compreso come in quel mio paradosso si nascondesse la sublimazione della mia creatività. Ogni qualvolta ci fosse una mostra o una manifestazione incentrata sul fermodellismo, Mario era sempre disponibile a fornire modelli e diorami da Lui realizzati, questi ultimi tanto piccoli, quanto curati: avrei dovuto portarne un paio alla prossima mostra FIMF di Napoli, ma il destino ha voluto altrimenti. Sul registro delle condoglianze, dopo la mia firma, ho scritto: "Anche a nome del Gruppo Modellisti Ferroviari Romano e della F.I.M.F.".

Giovanni Storch