NORMA FIMF 141 - INTRODUZIONE
1. Scopo
La presente serie di Norme FIMF, nel rispetto delle Norme Internazionali Europee NEM di Morop, definisce in modo imperativo dimensioni, impianto elettrico e interfacce dei pannelli per diorami modulari in scala HO, in modo che possano essere trasportati e uniti tra loro per formare impianti completi, di forma e dimensioni di volta in volta variabili.
2 . Struttura fisica
Il pannello, composto essenzialmente da un'intelaiatura, che assicura robustezza e rigidità, e da un piano di posa dei bimari, è sorretto da quattro gambe, ripiegabili o amovibili in mododa poter anche essere poggiato su un tavolo; i piedini sono regolabili in altezza, per compensare eventuali irregolarità del pavimento.
Sul pannello si identificano:
- una faccia anteriore, detta "lato osservatore";
- due testate, sinistra e destra rispetto all'osservatore, speculari tra loro, per la connessione coi pannelli vicini.
3. Esercizio ferroviario
Il tracciato consiste di una linea a doppio binario, con circolazione a sinistra, situata vicino alla faccia anteriore del pannello. Più all'interno può essere anche presente una linea a semplice binario, facoltativa.
La catenaria è facoltativa, ma comunque non funzionante.
Per l'alimentazione elettrica è impiegato il sistema a "due rotaie corrente continua" Sulla linea a doppio binario è facoltativo il blocco automatico.
FIMF 142 - PANNELLI RETTILINEI
1. Scopo
Questa Norma riguarda i pannelli con linea ferroviaria rettilinea; essa evidenzia le grandezze significative della pianta dei pannelli e ne fissa le rispettive quote.
2. Generalità
Come quota base viene adottata la misura di 600 mm. I pannelli hanno forma rettangolare e possono avere varie lunghezze, purchè multiple della quota base. La profondità può essere pari alla quota base (profondità standard), oppure assumere altri due valori: ridotta (450 mm) e allargata (750 mm).
3. Grandezze fisiche
Esse sono rappresentate in Fig.1 e sono:
L: lunghezza del pannello
P: profondità del pannello
PR: profondità del pannello ridotta
PL: profondità del pannello largo
4. Quote dei pannelli
Per le grandezze difinite al Par. 3, le quote ammesse sono:
L: 600, 1200, 18oo, 2400, 3000 mm
P: 600 mm
PR: 450 mm
PL: 750 mm
Il pannello rettilineo standard è rappresentato in Fig. 1 a tratto continuo e misure 1200 x 600 mm.

FIMF 143
Edizione
Aprile 1987
1. Scopo
Questa
Norma riguarda i pannelli con linea ferroviaria in curva; essa evidenzia le
grandezze significative della pianta dei pannelli e ne fissa le rispettive
quote.
2. Generalità
Come per
i pannelli rettilinei, 60 mm vengono considerati come quota base.
Le
quote, pur prevedendo curve di vario raggio, sono scelte in modo che i pannelli
che formano un quarto di circonferenza si inscrivano sempre in un quadrato con
latro multiplo della quota base.
3. Grandezze fisiche
Esse
sono rappresentate in Fig. 1, 2, 3, 4 e sono
B: lato del quadrato di base
R1: raggio del binario esterno, verso il lato osservatore,
della linea a doppio bianrio
R2: raggio del binario interno della linea a doppio bianrio
R3: raggio del binario della linea facoltativa a semplice
binario.
a: angolo
sotteso dal singolo pannello
4. Quote dei pannelli
Per le grandezze definite al Par. 3, le quote ammesse sono riportate nella tabella seguente:
|
Denominazione |
B |
R1 |
R2 |
R3 |
a |
|
Curva
stretta esterna (Fig.
1) |
1200 |
1100 |
1050 |
950 |
45° |
|
Curva
standard esterna(Fig. 2) |
1800 |
1700 |
1650 |
1550 |
45° |
|
Curva
standard interna(Fig. 3) |
1800 |
1300 |
1350 |
1450 |
45° |
|
Curva
larga esterna (Fig, 4) |
2400 |
2300 |
2250 |
2150 |
30° |


FIMF 145 - INTERCONNESSIONE MECCANICA
1. Scopo
Questa
Norma riguarda tutti i pannelli; essa evidenzia sulla testata e sulla pianta dei
pannelli le grandezze che ne assicurano l'interconnessione meccaniaca e ne fissa
le rispettive quote.
2. Generalità
L'interconnessione
meccanica tra due pannelli contigui è ottenuta in due fasi:
1: si
uniscono rigidamente tra loro la testata sinistra di un pannello con la destra
di quello vicino;
2: si
inseriscono spezzoni di rotaia e di catenaria per ricostruirne la continuità a
cavallo della giunzione.
3. Grandezze fisiche
La
testata sinistra è rappresentata in Fig. 1, quella destra è speculare; il
dettaglio della sede ferroviaria è ingrandito in Fig. 2. L'unione dei binari e
della catenaria è spiegata nella Fig. 3.
Le
grandezze interessate sono:
F: diametro dei fori di fiussaggio
H: altezza della testatdel modulo
H1: distanza verticale fra i centri dei fori di fissaggio
H2: distanza fra il centro del foro di fissaggio superiore e
il bordo
superiore della testata
distanza fra il centro dei fori di fissaggio inferiori e il bordo
inferiore della testata
H3: distanza verticale tra il piano del ferro e il centro
del foro di fissaggio superiore
H4: spessore del piano di posa dei binari
H5: distanza tra il piano del ferro e il bordo superiore
delle testate
HS: altezza dal suolo del bordo superiore delle testate
A: altezza del fungo delle rotaie
P1: distanza orizzontale tra il centro del foro di
fissaggio superiore a quello dei fori di fissaggio inferiori
P2: distanza orizzontale tra il centro dei fori di fissaggio
inferiori al più vicino bordo verticale delle testate di profondità standard
(larga P)
D1: distanza orizzontale tra il centro del foro di fissaggio
superiore e l'asse del binario esterno, lato osservatore, della linea a doppio
binario
D2: distanza orizzontale tra il centro del foro di
fissaggio superiore e l'asse del binario interno, lato osservatore, della linea
a doppio binario
D3: distanza orizzontale tra il centro del foro di
fissaggio superiore e l'asse del binario della linea facoltativa a semplice
binario
LB: lunghezza dello spezzone di roptaia di congiunzione
SB: zona laterale del pannello, in cui sono presenti le
traversine, ma non le rotaie
HC altezza della catenaria dal piano del ferro
LC: lunghezza dello spezzone di catenaria di congiunzione
SC zona
laterale del pannello priva di catenaria
4. Quote di interconnessione
Per le
grandezze primarie definite al Par. 3, le quote ammesse sono:
F: 10 mm
H1: 90 mm
H2: 30 mm
H3: 46,5 mm
H4: 8 mm
(consigliata)
HS: 1000 mm
A: 2,5 mm
P1: 180 mm
D1: 200 mm
D2: 150 mm
D3: 50 mm
LB: 50mm
HC: 69 mm
LC: 200mm
Dai valori precedenti si ricavano per calcolo:
H =
H1 + 2H2: 150
mm
H5 = H3 - H2:
16,5 mm
P2 = (P - 2P1)/2:
120 mm
SB = LB/2:
25 mm
SC = LC/2:
100 mm
Quindi quota del Piano Del Ferro da terra: =1010mm
5. Unione delle testate
I due
pannelli vengono correttamente posizionati fra loro mediante i tre fori di
fissaggio presenti sulle testate (due nel caso di pannelli stretti) e bloccati
con viti e dadi da 8 mm di diametro, stretti su rondelle (cfr. Fig. 3). Il gioco
esistente fra il diametro del foro e quello del bullone consente di compensare
eventuali piccole imprecisioni costruttive.
La messa
in piano dei pannelli è ottenuta grazie ai piedini regolabili di cui sono
dotati. E' sufficiente utilizzare solo due delle quattro gambe di ciascun
pannello.
6 – Unione dei binari
La
massicciata e le traversine dei binari giungono fino a filo del bordo del
pannello; le rotaie invece si attestano in posizione più aretrata (cfr. Fig.
3).
Una
volta bloccati rigidamente i due pannelli fra loro, si inseriscono dall'alto gli
spezzoni di rotaia, due per ciascun binario, appoggiandoli sulle traversine con
le giunzioni in posizione rientrata; queste vengono poi fatte scorrere sotto le
rotaie
dei due pannelli, assicurandone così il collegamento.
7. Unione della catenaria
L'ultimo
palo della catenaria si trova in posizione arretrata rispetto al bordo del
pannello (cfr. Fig. 3).
Una
volta bloccati rigidamente i pannelli fra loro e congiunti i binari, si
inserisce dal basso lo spezzone di catenaria, ripiegandone le estremità sui
supporti dei pali.

1. Quadro di
alimentazione
Un
impianto formato da diorami modulari è alimentato da un unico quadro centrale
di alimentazione, che fornisce tutte le tensioni necessarie al funzionamento
dell'intero impianto: sia quelle per la trazione che quelle per i circuiti
ausiliari, blocco automatico incluso.
Non sono
necessarie alimentazioni generate localmente sui singoli pannelli, che di regola
quindi non richiedono connessione diretta alla rete elettrica a 220 volt. Ciò
non impedisce comunque realizzazioni particolari, la cui rispondenza alle norme
elettriche di sicurezza è di responsabilità del costruttore, come ad esempio,
alimentare separatamente e indipendentemente una zona smistamento o un deposito
locomotive.
Lo
schema di massima del quadro di alimentazione è riportato in Fig. 1: gli
alimentatori 1,2,3 forniscono tensione continua, variabile da 0 a 14 volt con
inversione, per la trazione rispettivamente sul binario esterno, sul binario
interno, sul terzo binario.
L'alimentatore
4 fornisce tensione continua stabilizzata a 12 volt per i servizi ausiliari e
per il blocco automatico sia del binario esterno che di quello interno.

Fig. 1
2. Collegamenti
elettrici
Il
quadro di alimentazione viene collegato ad uno o più pannelli "di
alimentazione", attraverso i contatti identificati con le lettere da A
ad H in Fig. 1, (cfr. Norma FIMF 147, Fig. 4); uno solo di essi può
infatti non essere sufficiente nel caso di impianti grandi, dato che è bene
evitare il passaggio di correnti troppo elevate attraverso i connettori di
collegamento fra pannelli.
Dai
pannelli di alimentazione, le alimentazioni seguono tutto lo sviluppo
dell'impianto, passando di pannello in pannello mediante l'interfaccia standard
descritta nella Norma FIMF 147.
I tre
circuiti elettrici relativi alla trazione sui tre binari rimangono
elettricamente separati fra loro e dal circuito per i servizi e il blocco
automatico (nemmeno un polo in comune), sia sul quadro di alimentazione che su
ciascun pannello.
FIMF 147
Tutti i
pannelli, sia di piena linea che di sezione, presentano la stessa interfaccia
elettrica alle testate.
Come
collegamento si usa una condotta a 15 poli, che percorre tutto l'impianto,
passando di pannello in pannello. I segnali in essa presenti possono essere
utilizzati all'interno del pannello stesso, oppure soltanto trasferiti dal
pannello precedente a quello successivo.
Alle due
estremità del pannello la condotta termina con un connettore femmina fissato
sulla faccia interna della testata, in basso al centro, indicativamente nella
posizione mostrata nella seguente fig. 1.

Un
cordone volante a 15 fili, lungo circa 25 centimetri e munito di due spine
maschio, permette di realizzare la connessione elettrica tra i due pannelli
adiacenti, già solidali meccanicamente come mostrato in Fig. 2.


Ciascun
pannello deve avere quindi in dotazione anche un esemplare del succitato cordone
con spine maschio-maschio.
I
connettori sono del tipo Cannon a 15 poli (Fig.3); in impianti di grandi
dimensioni, dove la corrente su alcuni fili può superare il valore di 3-4
Ampere, è consigliabile utilizzare più di un pannello di alimentazione.
I contatti dei connettori (cfr. Fig.3) hanno il seguente significato:
1 - Trazione rotaia interna del binario esterno
(positivo).
2 - Continuità elettrica rotaia interna del binario
esterno.
3 - Trazione rotaia esterna del binario esterno
(negativo).
4 - Trazione rotaia esterna del binario interno
(positivo).
5 - Continuità elettrica rotaia esterna del binario
interno.
6 - Trazione rotaia interna del binario interno
(negativo).
7 - Trazione rotaia esterna del terzo binario.
8 - Trazione rotaia interna del terzo binario.
9 - Positivo della tensione di servizio e di blocco
automatico.
10- Negativo della tensione di servizio e di blocco
automatico.
11- Impulso positivo di sezione libera sul binario esterno
(ordina il verde al segnale
precedente)
12- Impulso positivo di sezione occupata sul binario esterno
(ordina il rosso al segnale
precedente)
13- Impulso positivo di sezione libera sul binario interno
(ordina il verde al segnale
precedente)
14- impulso positivo di sezione occupata sul binario interno
(ordina il rosso al segnale
precedente)
15- Non utilizzato
2. Connessione
verso il quadro di alimentazione
I
pannelli di alimentazione possono essere anch'essi di piena linea o di blocco:
si distinguono da questi solo in quanto presentano un'ulteriore interfaccia
elettrica verso il quadro centrale che alimenta l'impianto.
L'interfaccia
elettrica è costituita da una morsettiera a vite (p. es. tipo Mammut) a 8
contatti, situata in un punto
qualsiasi
verso la faccia interna al di sotto del pannello.

Gli
otto contatti, identificati in Fig. 4 con le lettere da A ad H, corrispondono a
quelli del quadro di alimentazione (cfr. Norma FIMF 146, Fig. 1) e sono
elettricamente collegati rispettivamente ai fili 1 e 3 (binario esterno), 4 e 6
(binario interno), 7 e 8 (terzo binario), 9 e 10 (tensione di servizio e di
blocco), della condotta a 15 poli.
Lo
schema elettrico del pannello di piena linea è riportato in figura

Ciascun
binario principale è sezionato sulla rotaia destra secondo il senso di marcia,
indicativamente nella posizione mostrata in figura. Il sezionamento è
cortocircuitabile mediante l'interruttore SE
o SI, che viene disposto
manualmente in posizione aperta o chiusa al momento di inserire il pannello
nell'impianto, a seconda delle esigenze del blocco automatico.
La
rotaia sinistra è elettricamente collegata al filo 3 o 6 della condotta a 15
poli (polo negativo di alimentazione). Nessun collegamento elettrico esiste tra
la rotaia destra e il filo 1 o 4 della condotta a 15 poli (polo positivo di
alimentazione).
I due
tronconi di rotaia destra rimangono invece sempre elettricamente collegati a
quelli del pannello loro adiacente, sia mediante le giunzioni metalliche del
binario, sia attraverso il filo 2 o 5 della condotta a 15 poli, che assicura la
continuità elettrica anche nei casi di giunzioni difettose.
Il terzo
binario non presenta sezionamenti: le rotaie sono elettricamente collegate ai
fili 7 e 8 della condotta a 15 poli di alimentazione.
1. Scopo
La
presente norma definisce le caratteristiche del blocco automatico per gli
impianti composti da diorami modulari e riporta uno schema elettrico che
consente di realizzare sul pannello una sezione di blocco conforme alle suddette
caratteristiche.
2. Schema
generale del blocco automatico
Viene
usato il sistema elettromeccanico di blocco automatico per linee a senso unico
di circolazione, che fa uso di pedali per rilevare il passaggio del treno e di
relè a doppia bobina per influenzarne la marcia.
Come
riferimento, in Fig. 1 è riprodotto in modo schematico un tratto di linea
comprendente un'intera sezione di blocco e due sezioni di arresto, composto da
tre pannelli con sezione di blocco (A, C, E), separati da due pannelli di piena
linea (B, D).Vtr è la tensione continua che alimenta la marcia dei
treni, Vsv è la
tensione continua di servizio che alimenta le luci dei segnali e le bobine dei
relè.
Come
pedali si utilizzano contatti reed,disposti all'ingresso del pannello e
longitudinalmente al centro del binario,come mostrato in Fig. 2, in grado di
tollerare una corrente continua di almeno 0,5 A.
![]() |
In testa
a ciascun treno che circola sull'impianto, sotto la locomotiva o sotto il primo
vagone, deve essere disposto un magnete permanente orientato in modo coerente
con la disposizione longitudinale del contatto reed, in modo da provocarne la
chiusura temporanea al sopraggiungere del treno stesso.
Ciascun
pedale alimenta contemporaneamente le bobine di due relè per la commutazione
delle luci dei segnali e per l'alimentazione delle luci di arresto: ne consegue
che detti relè al momento della commutazione, alimentati in corrente continua,
non devono assorbire una corrente superiore a 0,2 A.
3. Schema
elettrico del pannello con sezione di blocco
Lo
schema elettrico del pannello con sezione di blocco è riportato in Fig. 3.
Ciascun
binario della linea principale è sezionato in due punti sulla rotaia destra
secondo il senso di marcia, indicativamente nella posizione del mostrata in Fig.
3, in modo da formare una zona di arresto verso l'uscita del pannello.
I due
tronconi di rotatia destra, prima e dopo la zona di arresto secondo il senso di
marcia, rimangono sempre elettricamente collegati a quelli del pannello loro
adiacente, sia mediante le giunzioni metalliche del binario, sia attraverso il
filo 2 o 5 della condotta a 15 poli, che assicura la continuità elettrica anche
nei casi di giunzioni difettose.
Attraverso
i diodi D1 e D2 i due tronconi di rotaia destra dopo la zona di arresto sono
inoltre elettricamente collegati al filo 1 e 4 della condotta a 15 poli (polo
positivo di alimentazione) ; il diodo D3 garantisce il collegamento anche nel
caso venga invertita la polarità sul binario.
i
due tronconi di rotaia destra prima della zona di arresto possono invece a
seconda delle necessità essere o non essere collegati al filo 1 o 4 della
condotta (sempre attraverso i diodi D1, D2, D3), grazie rispettivamente agli
interruttori SE e SI.
La
rotaia sinistra non presenta sezionamenti ed è elettricamente collegata al filo
3 o 6 della condotta a 15 poli (polo negativo di alimentazione).
Il
blocco automatico è presente solamente sui due binari della linea principale.
Esso è attivo solo quando i treni circolano a sinistra: invertendo la polarità
dell'alimentazione, tutte le zone di arresto risultano automaticamente sempre
alimentate, grazie ai diodi D4 in parallelo ai relativi contatti dei relè.
La
posizione al rosso o al verde delle zone di arresto può anche essere impostata
manualmente, azionando direttamente la leva di comando del relè.
I diodi
D5 e D6, in parallelo alle bobine dei relè, proteggono i contatti reed dalle
sovratensioni di apertura.
E'
consigliabile che i collegamenti elettrici dei due binari principali possano
venire velocemente modificati all'interno del pannello, in modo indipendente per
ciascun binario, così da escludere la sezione di blocco e trasformare il
pannello in uno di piena linea.
Il terzo
binario non consente blocco automatico e non presenta quindi sezionamenti; le
rotaie sono elettricamente collegate ai fili 7 e 8 della condotta a 15 poli che
portano i due poli di alimentazione.