Materiale rotabile di trazioneI cento anni di vita della linea sono legati prevalentemente alla trazione a vapore
utilizzata dall'entrata in esercizio fino ai primi anni '60.
Le prime locomotive a vapore furono commissionate alla società svizzera S.L.M.
Winterthur, che negli anni 1887-1889 fornì due primi gruppi di locomotive-tender,
per un totale di trenta unità, di cui 11 destinate al compartimento di Macomer
con la seguente numerazione: 9-10-11-12-13-14-15-16-24-25-26.
Seguendo gli usi del tempo le locomotive furono battezzate con nomi geografici.
Le caratteristiche delle Winterthur sono le seguenti:
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A queste macchine furono affiancate, con funzione di mezzi di manovra, due locomotive
la 102 e la 103, fabbricate dalla ditta tedesca Henschel & Sohn, caratterizzate da rodiggio
di tipo B e da uno sforzo di trazione di 2.800 Kp.
Sebbene il compartimento di Macomer disponesse di un discreto numero di locomotive , nel 1932
erano in servizio 17 Winterthur e 2 Henschel, la trazione a vapore cominciava un lento declino incalzata
da nuovi mezzi di locomozione sia su strada che su rotaia, che sfruttando diversi sistemi di combustione,
riuscivano a realizzare velocità più elevate.
Download 70K Locomotiva Breda 5 Settembre 95 - foto D. Grifi
Alla fine degli anni '50 fu assegnata al deposito di Macomer una locomotiva
Breda (la nø5 del 1914). Di rodiggio 1C aveva sin dall'inizio (fino al 1921 appartenenevano
alle FCS ed operarono sulla Isili Villacidro e sulla Villamar Ales) fatto servizio
in carico a Cagliari. Fu seguita dalla nø 4 (Sarcidano). Anche le Breda erano
battezzate con nomi di località sarde.
Erano macchine a vapore surriscaldato (pressione della caldaia 12bar),
distribuzione Walschaerts e capaci di sviluppare 200kW.
Nel 1994 grazie ai contributi dell'ESIT e della Comunità Europea, la 5
"Sulcis" ha ripreso a "sbuffare" e nel 1995 è stata assouluta protagonista
di una stagione di vapore regolare per turisti con 2 treni alla settimana
su Bosa per tutta l'estate. Nel frattempo anche l'altra Breda (4)
accantonata a Macomer sta per ricevere le attenzioni delle competenti maestranze
del deposito ai fini di un ulteriore recupero.
Disegno Emmine
Nel 1934 furono poste in servizio, in via sperimentale, tre automotrici a due assi dotate di
motore a nafta, denominate "Emmine". I nuovi mezzi, unidirezionali e con un numero limitato di posti
a sedere, riuscivano a raggiungere elevate velocità se rapportate alle loro dimensioni, paragonabili
a quelle di un autobus. Le Emmine entrarono in servizio effettivo nel 1935.
Disegno Fiat
Tuttavia un concreto contributo
al processo di dieselizzazione fu dato nel '37 dalle automotrici FIAT, quando tre di questi mezzi furono
affidati al compartimento di Macomer.
La carenatura aereodinamica e i due motori a trasmissione meccanica consentirono un notevole risparmio sui
tempi di percorrenza, che si ridussero di circa un ora rispetto a quelli realizzati dalla trazione a vapore.
Il parco automotrici rimase sostanzialmente invariato fino al dopoguerra, quando nel'57 venne potenziato
con l'assegnazione di 8 automotrici diesel-elettriche.
Download 70K Automotrice Stanga TIBB ABDe Settembre 95 - foto L. Regoli
Alla realizzazione di queste automotrici parteciparono: la FIAT e le Officine Meccaniche della Stanga di
Padova per la cassa e la parte meccanica e la TIBB per quella elettrica.
I motori FIAT modello 203 S Diesel a 6 cilindri orizzontali con raffreddamento ad acqua, furono successivamente
sostituiti con altri più potenti, garantendo alle ABde ottime prestazioni fino ai giorni nostri.
Download 70K Automotrici Stanga TIBB ABDe e locomotori De Settembre 95 - foto L. Regoli
A queste automotrici furono affiancati, nel 1959, 7 locomotori Diesel-elettrici con cabina centrale tutt'ora in
funzione.